Parlare di se stessi, non è facile, e io cosa posso dire di me? Amo l'Arte in tutte le sue forme,pittura, scultura, musica...Tutto quello che fa bene agli occhi,alle orecchie e al cuore fa parte integrante della mia vita e del mio modo di vivere. Ho chiamato questo mio blog "I sentieri dell'Arte", proprio perchè su questi "viottoli" incantati possiamo trovare tante piccole cose che ci riconciliano con il mondo intorno...almeno così è per me! Mi basta guardare un quadro o ascoltare un po' di buona musica per ritrovare la serenità, e non è necessario che questi siano un Renoir o una sonata di Mozart, basta che siano delle belle cose da vedere e da ascoltare. Spero di condurvi nel mio mondo nel miglior modo possibile...Patrizia

Lettori fissi

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14 febbraio 2018

Una bella storia d'Amore...

                                       


Qualche giorno fa, con dei cari amici, ho passato una bella giornata a Palermo e visitando le bellezze di questa splendida città, siamo andati alla Galleria di Arte Moderna,dove ero già stata una decina di anni fa.  Tra tutte le magnifiche opere esposte ve ne sono alcune che attraggono il visitatore e il busto in terracotta di una  donna in abiti orientali è una di queste. Ed  oggi che è San Valentino , voglio raccontarvi la sua storia, una storia che ha superato confini geografici e culturali, che forse al giorno d'oggi potrà far sorridere ,ma che nel periodo in cui si è svolta non era cosa da poco.
Lei ,giapponese di Shiba ,un quartiere di Tokio, figlia del custode del famoso tempio buddista e di nome fa Kiyohara O'Tama.
Lui, Vincenzo Ragusa, siciliano di Palermo,scultore e viaggiatore.



Ma come si conobbero questi due giovani che abitavano uno agli antipodi dell'altro?
La storia inizia quando Vincenzo ,valente scultore, dopo aver partecipato a 19 anni alla Spedizione dei Mille con Garibaldi, nel 1876 sbarca in Giappone per insegnare le tecniche di fusione del bronzo e altre tecniche europee di modellato, ed è tra i fondatori della Scuola Tecnica di Belle Arti di Meiji, esercitando un ruolo significativo nello sviluppo delle odierne tecniche di scultura giapponese.
Potete immaginarvi un giovane proveniente dalla terra della Sicilia di allora ,catapultato in un luogo completamente diverso per cultura, ritualità, modo di vivere...la sua vita si svolgeva prevalentemente negli studi di scultura della scuola, tra colleghi e allievi ...e fu così che un giorno, nel 1878, ebbe come modella una ragazzetta di 17 anni, che sarebbe stata la prima donna giapponese a posare per un artista europeo. Kiyohara, era graziosa,delicata come un fiore di pesco e fu un colpo di fulmine, ed anche lei era un'artista,aveva iniziato a studiare pittura ancor prima di andare a scuola per imparare a leggere e a scrivere...l'intesa era totale! Nel 1882 Vincenzo fece ritorno a Palermo e anche la ventunenne Kiyohara insieme alla sorella  O'Chiyo  e al cognato lo seguirono in Sicilia, dove il fidanzato aprì la Scuola Superiore d'Arte Applicata e dove Kiyohara e i parenti avrebbero dovuto insegnare le tecniche giapponesi di pittura, ricamo e lacca. Ma le cose per problemi burocratici non andarono bene e la scuola dovette chiudere. La sorella e il cognato tornarono in Giappone , ma lei rimase a Palermo e nel 1889, convertitasi alla religione cristiana,sposò il suo Vincenzo, prendendo il nome di Eleonora Ragusa , ma firmandosi O'Tama Eleonora Ragusa. Negli anni a seguire fondò insieme al marito varie scuole artistiche e  il Liceo Artistico porta ancora il loro nome. Inseparabili continuarono a coltivare le loro arti senza pestarsi i piedi, lui con la scultura e lei dipingendo acquerelli e paesaggi che le ricordavano il suo paese natale ,che non rivide più fino alla morte di Vincenzo nel 1927. Un quotidiano di Tokio pubblico a puntate la sua storia che appassionò i lettori.Dopo 51 anni di assenza dal suo paese ,riusciva a malapena a parlarne la lingua. Rientrò in Giappone perchè i discendenti della sua famiglia la rivollero in patria, assolutamente, e mandarono una giovane nipote a prelevarla a Palermo nel 1933 e non ci furono ragioni da opporre. Aprì uno studio a Tokio e continuò ad insegnare pittura ma con negli occhi sempre gli aranceti e il mare di Palermo...e il suo Vincenzo. Alla sua morte, nel 1939, volle che le sue ceneri riposassero per metà in Giappone nel tempio di famiglia Chogen-ji, l'altra metà accanto al marito nel cimitero dei Rotoli a Palermo.Sulla loro tomba c'è una colonna sormontata da una colomba opera di Vincenzo.






Spero di non avervi annoiato e alla prossima...
Patrizia

3 marzo 2016

Mirabilia : Il Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani - Parte seconda



 Le parole servono a poco, perchè per descrivere tanta magnificenza e maestria ,ci vorrebbe un vocabolario intero! A voi le foto....Sono solo alcuni dei capolavori che si trovano al Museo Pepoli di Trapani, per il resto vi invito a visitarlo e dedico questo piccolo reportage ad un caro amico che, come dice lui "è cresciuto a pane e corallo ! ": Beppe Rajola, un esperto, l'esperto per antonomasia!
( E grazie a Yuri Lotti per avermi aiutato con le foto ! )


























Alla prossima... con una sorpresa per tutti gli appassionati di Découpage e lacche povere...una cosa che ha stupito anche me!
Patrizia

11 novembre 2011

Con il Cuore e con l'Anima !

Con il cuore e con l'anima




1) Handmade è spesso sinonimo di qualità.

2) Comprare handmade significa essere contro l'omologazione... significa possedere un pezzo unico.

3) L'handmade non produce inquinamento.

4) L'handmade è spesso realizzato con materiali di recupero.

5) Un oggetto handmade è realizzato con amore e cura.

6) Comprare handmade significa sostenere che il lavoro delle mani, della mente e del cuore di una persona non è sostituibile con il lavoro di una macchina.

7) Comprare handmade significa riscoprire e supportare tradizioni antiche che non vogliamo vedere cadere nell'oblio.

8) L'handmade rispetta i tempi di produzione e non comporta sfruttamento del lavoro.

Chi volesse copiare questo testo e condividere, è libero di farlo. Sosteniamo l'handmade, il lavoro serio ed onesto, che preserva antiche abilità e tradizioni. Non diamo spazio a chi vuole annullare la nostra cultura, con speculazioni di vario genere e i macchinari , dove tutto viene fatto in serie e dove molti vengono a copiare da noi, ma avendo mezzi economici cospicui, possono permettersi di usare materiali più pregiati e macchinari più sofisticati!Questo che state leggendo l'ho prelevato da Morena
Evviva le creazioni fatte a mano con il Cuore e con tanta Passione ossia...con l'Anima!!!
Patrizia

11 marzo 2011

17 MARZO 2011 : VIVA L'ITALIA !





LA BATTAGLIA SUL COLLE DI CALATAFIMI :
"QUI SI FA L'ITALIA O SI MUORE" 15 MAGGIO 1860