Parlare di se stessi, non è facile, e io cosa posso dire di me? Amo l'Arte in tutte le sue forme,pittura, scultura, musica...Tutto quello che fa bene agli occhi,alle orecchie e al cuore fa parte integrante della mia vita e del mio modo di vivere. Ho chiamato questo mio blog "I sentieri dell'Arte", proprio perchè su questi "viottoli" incantati possiamo trovare tante piccole cose che ci riconciliano con il mondo intorno...almeno così è per me! Mi basta guardare un quadro o ascoltare un po' di buona musica per ritrovare la serenità, e non è necessario che questi siano un Renoir o una sonata di Mozart, basta che siano delle belle cose da vedere e da ascoltare. Spero di condurvi nel mio mondo nel miglior modo possibile...Patrizia

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6 giugno 2017

Carpe Diem....



Carpe Diem... cogli l'attimo ,ed io ne colgo anche troppi! Mi rendo conto che non pubblico su questo mio adorato Blog da molti mesi e mi piange il cuore ,perchè avrei un mare di cose da raccontarvi...
Dovrei iniziare a scrivere magari ogni settimana ,ma gli impegni sono talmente tanti, anche a livello familiare, che non riuscirei comunque ! Mostre in corso (  le foto si riferiscono a quella attualmente in corso al Parco Archeologico di Segesta ) e altre in preparazione,mi impegnano tanto anche con lo studio. Mi ripropongo di essere più presente, è il minimo che posso fare per ringraziarvi di tutti gli anni in cui mi avete seguito e fatto compagnia con le vostre mail, le vostre domande ,i vostri problemi tecnici nell'esecuzione dei vostri lavori...ci sono sempre e ho sempre cercato di aiutarvi per quello che posso....e continuerò a farlo!
Con affetto
Patrizia







12 giugno 2013

Decorazione : un simpatico spaventapasseri



Ogni tanto mi ripiglia la voglia di prendere ago e fili colorati e rimettermi a ricamare, ma , ahimè, non trovo mai il tempo per iniziare qualcosa e sinceramente colori, solventi e pennelli non vanno molto d 'accordo con stoffe candide e delicate....quindi mi accontento di creare per altre i portalavoro che conterranno matassine, aghi, forbicine ecc...Questa ne è un esempio, di cui troverete il passo-passo sul n. 91 di Laboratorio di Découpage ed altre Tecniche.


Ho dipinto la scatola ad effetto jeans e il coperchio è decorato con un simpatico spaventapasseri che fa da puntaspilli....




Sempre sullo stesso numero troverete anche questo bel set per i nostri aromi da usare in cucina...
Per ora ho finito...alla prossima...ciao!
Patrizia

31 luglio 2012

Decorazione.Ebano..tartaruga..ottone: lo stile Boulle



Il lavoro che vi presento oggi è stato veramente uno tra i piu' impegnativi tra le mie ultime creazioni.
Sono partita dal desiderio di voler realizzare qualcosa ispirato allo stile Boulle e visto che si parla di intarsi su materiali diversi come ebano e tartaruga, ho iniziato a studiarne i colori e gli abbinamenti.



La scelta del supporto è caduta su una bella scatola in terracotta con gli angoli smussati, ed ho riprodotto in pittura la tartaruga rossa, molto usata da Boulle nella produzione di oggettistica e mobili.
Con un gioco di intarsi e cornicette ,di pochi millimetri, tartaruga su foglia oro ho abbellito la parte inferiore della scatola dipinta con un caldo nero ebano.


La mia passione per l'antiquariato, mi porta a perfezionare ogni mio oggetto, in modo da riproporre l'epoca o l'artista a cui mi approccio, con quasi, dice qualcuno "maniacalità"! I piedi leonini in bronzo mi accusano senza ombra di dubbio....!


Non ho trascurato l'interno , anzi ! Tartaruga per l'incavo del coperchio, fregio analogo al coperchio sul fondo della scatola e cuscinetto imbottito in velluto francese nero (cucito a mano) con passamaneria e perle. 


Grande lavoro ma anche grandi soddisfazioni !

Ed ora, un po' di storia dell'arte e della decorazione....

André-Charles Boulle nacque a Parigi l'11 novembre 1642 e vi morì il 29 Febbraio 1732.
Fu un grande scultore, cesellatore, decoratore, ma racchiuse tutte queste sue qualità nell'arte dell'ebanisteria,inventando uno stile ed una tecnica particolare della lavorazione dei mobili. Lavorò alla corte di Luigi XIV,ottenendo la qualifica di "ebanista del re" e nel 1672 anche la possibilità di avere un laboratorio presso il Louvre, che conservò fino alla sua morte avvenuta all'età di 89 anni.
La sua tecnica consisteva nell'eseguire intarsi con ottone dorato e tartaruga, assemblati  insieme uno sull'altro,
ottenendo così due disegni uguali ma invertiti, che prendono la denominazione di : "intarsio prima parte" quello composto dalla lamina di tartaruga come sfondo e l'ottone per riempire la parte vuota. Mentre il "controintarsio" era quello ottenuto con gli scarti del primo.L'ottone veniva ulteriormente cesellato. I materiali impiegati per la costruzione dei mobili erano ,a seconda del modello, l'osso tinto, l'avorio, l'ebano, la madreperla. la struttura del mobile vero e proprio era un tipico prodotto di ebanisteria, quindi costituito da lastre di legno pregiato come l'ebano. Boulle lavorò soprattutto per la reggia di Versailles, lasciando capolavori di inestimabile valore che si possono ammirare oltre che al Louvre, al Getty Center di Los Angeles, alla Royal Collection di Londra e in alcuni castelli francesi come Chantilly e Vaux-le-Vicomte.
Una curiosità: un bureau, ossia una scrivania, risalente al 1710, "attribuita" a Boulle e appartenuta alla collezione Wildenstein, è stato venduto da Christie's a Londra nel 2005 alla cifra di 4.321.000  euro!


Spero di non avervi annoiato e vi aspetto alla prossima..ciao a tutti !
Patrizia



1 marzo 2012

Decorazione: Lo stile San Pietroburgo...!



Questa scatola in ceramica biscotto, in principio nasceva come un portagioie con intarsi di marmi su malachite, doveva essere ben altro ed ho cambiato idea in corso d'opera. 
Ma mi intrigava tantissimo la malachite abbinata a qualcosa di materialmente prezioso come potevano essere degli strass, incastonati, di alta sartoria degli anni venti, gelosamente custoditi dalla nonna, che li aveva avuti dalla cognata che dirigeva il laboratorio artigianale di un atelier molto "in" a New York. Rendo l'idea?



Assomiglia molto a uno di quei portagioie che si trovano al Museo dell' Ermitage di San Pietroburgo, dove si possono ammirare tanti capolavori di alta gioielleria, tra cui le famosissime creazioni di Fabergè per lo Zar Nicola II  e la sua regale famiglia.




La Malachite è un minerale della famiglia dei carbonati , i suoi giacimenti sono secondari a quelli di rame e si trovano principalmente in Russia, Zambia, Zaire, Australia, Stati uniti, e in Italia all'Isola D'Elba. Il culmine del suo utilizzo si trova proprio a San Pietroburgo, dove lo Zar Pietro il Grande fece costruire nel suo Palazzo d'Inverno delle sale completamente rivestite di malachite...roba da non credere!
Non potendo aspirare a cose di non facile possesso, io nel mio piccolo, il prezioso  cofanetto portagioie me lo sono fatta da sola, non andrà mai in un museo ma sta benissimo sul mio cassettone in camera!
Voi che ne dite?
Alla prossima
Patrizia

15 novembre 2011

Decorazione: Angel Heart








"There are people in our society who believe in the artist's place in the world. I am fortunate to know some of those people, and they have never stopped believing in me. They have shared their thoughts and feelings and given me support and encouragement. They have shown me that what I do is important. Through my art I have learned the importance of following my heart".

DANIEL B. MERRIAM

(Ci sono persone nella nostra società che credono al posto dell'artista nel mondo. Ho la fortuna di conoscere alcune di queste persone, e non hanno mai smesso di credere in me. Hanno condiviso i loro pensieri e sentimenti e mi ha dato sostegno e incoraggiamento. Mi hanno dimostrato che quello che faccio è importante. Attraverso la mia arte ho imparato l'importanza di seguire il mio cuore.)

L'incontro "artistico" con Daniel Merriam, è stato per me come una rivelazione! I suoi disegni,i tratti così morbidi, i suoi colori, i suoi soggetti a volte inquietanti, hanno ispirato alcuni dei miei lavori a cui sono molto legata.
Uno fra questi è il vaso in terracotta con la lavorazione in Porfido Rosso Antico sul quale ho elaborato uno dei suoi quadri "In the Heart an Angel", un'immagine che si prestava per difficoltà di ritaglio a quello che io avevo in mente di realizzare e che mi permetteva di uscire dai canoni classici inerenti al découpage. E ritagliare quelle volute,senza romperle e in un unico pezzo, non è stato assolutamente facile... per non parlare dell'incollaggio delle due immagini che dovevano essere perfettamente speculari.La finitura è da concorso, al tatto morbida e senza scalini, la marmorizzazione riprodotta anche all'interno.
Un lavoro meticoloso, che senza l'arte ispiratrice di Daniel non sarebbe stato possibile.
Un angelo con il cuore di pietra...questa è la mia trasposizione della sua opera..non ci sono solo angeli buoni..o forse ho guardato troppi episodi di "Supernatural"!
Comunque sia: grazie Daniel per la tua Arte!
(N.B. L'oggetto in questione non è per la vendita, ma fa parte della mia collezione privata)
Patrizia

7 luglio 2011

Quando il Découpage diventa Arte!







Vorrei potervi descrivere la faccia della persona che mi ha commissionato questo lavoro, al momento della consegna, ma non è possibile!
La signora in questione mi ha ordinato alcune uova di struzzo, lasciandomi libera nella scelta realizzativa (dico sempre che queste sono le clienti migliori!), fidandosi a buon titolo (dice lei!) del mio gusto. Non amo le sperimentazioni, soprattutto quando si tratta di oggetti commissionati, perchè l'imprevisto è sempre in agguato, però questa volta ho deciso di "osare", ed ho realizzato il tutto con la tecnica del faux finish imitando in pittura un marmo venato nero per la base reggiuovo in legno e delimitando una fascia centrale sull'uovo di struzzo, ho usato la tecnica decorativa di mia creazione atta ad imitare il Porfido rosso Antico, tecnica che ho già pubblicato su Laboratorio di Découpage n.41 del 2008 e che tante soddisfazioni mi ha dato nell'ambito di concorsi nazionali , certificazioni tecniche,e anche nei corsi d'insegnamento da me tenuti.
Come decorazione ho scelto una bella carta con danzatrici in stile pompeiano che si adatta armoniosamente ed esteticamente bene a tutto l'insieme .
Ritaglio minuzioso, buona finitura e cura dei particolari hanno completato l'opera.
Spero che piaccia anche a voi come piace a me e alla sua proprietaria,che molto gentilmente mi ha concesso di tenerlo un po' in esposizione, la sua fiducia ,penso, sia stata ben ripagata!
Nelle foto,insieme all'uovo, un vaso, che vi farò vedere nei particolari tecnici in un prossimo post, perchè merita un'analisi piu' approfondita, e un portagioie, realizzati sempre con il faux finish Porfido Rosso Antico.
Patrizia

31 maggio 2011

Decorazione: un piccolo regalo per voi ! Tutorial MARE NOSTRUM


Qualche post fa, avevo descritto le principali regole per ottenere un buon faux finish.
Adesso ho pensato di regalarvi i passaggi per ottenere il Marmo Nero Marquina, su di un grande piatto in terracotta e abbellito da una bella decorazione print room che ne esalta la bellezza e la profondità. Magari per chi è alle prime armi, non sarà proprio la cosa piu' semplice del mondo, ma con un po' di pratica, di pazienza e soprattutto con l'osservazione si possono ottenere risultati molto soddisfacenti...e allora buon lavoro!



Dopo aver carteggiato accuratamente il piatto che non dovrà avere una dimensione inferiore a 50 centimetri di diametro,bisogna stendere due mani di fondo acrilico, lasciare asciugare bene e poi carteggiare per ottenere una base molto liscia, direi vellutata.La preparazione del fondo nell'imitazione dei marmi ,è un passaggio essenziale per ottenere la buona riuscita del lavoro.Quindi,stendere uniformemente del nero scaldato con dell'ocra gialla e prima che il colore asciughi "spugnare" il fondo con una spugna di mare.



Dopo aver isolato la superficie con una stesura di vernice all'acqua, tracciare con un pennello liner e con il colore bianco molto diluito, delle linee molto sottili discontinue e tremolanti, tamponare alcune zone con una spugnetta per ottenere le classiche nuvolette del marmo.


Adesso passiamo alla decorazione vera e propria del nostro piatto: ritagliare accuratamente tutti i soggetti scelti che si devono obbligatoriamente armonizzare tra di loro, provare a secco la composizione fino a raggiungere il risultato desiderato, che dev'essere bilanciato e piacevole alla vista.


Incollare molto delicatamente i ritagli, facendo attenzione al loro posizionamento e premendo bene per evitare la formazione di bolle d'aria sotto la carta che invaliderebbero la riuscita del lavoro.


A questo punto, se avete fretta ,non è un lavoro che fa per voi, perchè dovrete dimenticarvi del tempo e iniziare a dare tante, ma tante stesure di vernice alternate ad altrettante carteggiature. Lo scalino della carta dovrà essere eliminato completamente.Quando al tatto la superficie sarà completamente liscia finirete il lavoro con una buona mano di cera.
Patrizia

15 gennaio 2011

Decorazione:...ancora Lapislazzuli per un omaggio a Gianni Versace

I tesori del Mare





I love Versace





Gianni Versace è stato uno degli stilisti italiani piu'innovativi e allo stesso tempo erede di una continuità classica che ha portato anche negli oggetti da lui disegnati.
A lui, che purtroppo non c'è piu', ho dedicato questi lavori,con il Lapislazzuli in Faux finish come base e suoi disegni bellissimi a decorazione. I primi, placca tonda e scatola in terracotta ,con "I Tesori del mare" e la seconda scatola con i fregi del Barocco, periodo artistico d'impatto visivo fortissimo.
Triste storia per la scatola barocca...ahimè! Non è piu' in mio possesso e non per mia volontà .....spero che chi la possiede adesso ne sappia apprezzare la bellezza!
Premiata con Coccarda Arancione in Certificazione Découpage Italia a Pizzighettone in provincia di Cremona, mi rimane la consolazione di averla fatta partecipare, prima, al Concorso Nazionale....c'est la vie!

11 gennaio 2011

Decorazione : il Lapislazzuli








Il Lapislazzuli è una tra le pietre dure piu' affascinanti usate nell'intarsio e nella creazione di gioielli e oggetti d'arte fin dai tempi piu' remoti.
Gli Egizi ornavano i loro amuleti con splendidi lapislazzuli incastonati in oro e la polvere di lapislazzuli è la sostanza che usò Michelangelo per ricreare in pittura il cielo del Giudizio universale nella Cappella Sistina.
Una pietra che ha attraversato i secoli lasciando le sue tracce in opere mirabili e preziose.
Il Lapis , o lazurite, è un silicato complesso di alluminio e sodio. Il suo nome deriva dal latino lapis e dal persiano zuward, azzurro. Il suo colore è azzurro con variazioni da chiaro ad intenso con frequenti inclusioni di carbonato di calcio.E' punteggiato di piriti che danno l'aspetto dell'oro, contiene spesso anche pirosseni, anfibole e miche, che conferiscono delle variazioni di colore biancastro e luccicante.Si trova in Europa ma soprattutto in Afghanistan, in Russia, in Persia, in Cina e nelle Ande. Nella scala della durezza di Mohs è definito con 5-5,5.
Riprodurre il colore e la bellezza profonda di questa pietra è stato uno degli esperimenti a cui mi sono approcciata per primo, non solo perchè il blu è uno dei miei colori preferiti, ma anche perchè ritengo che sia uno dei fondi piu' adatti per la realizzazione di oggetti a sfondo storico come i due ovali che ho creato per il concorso "ROMA ANTICA" indetto da DECOUPAGE ITALIA per l'Hobby Show del 2009 a Roma.
Un lavoro certosino per la ricerca delle immagini che si sarebbero adattate di piu' al fondo e per la doratura fatta a mano dei fregi che le incorniciano, la costruzione di un'opera che oltre alla gradevolezza visiva volevo che trasmettesse il senso del passato, quando questi materiali erano usati dagli artisti a cui venivano commissionati.
Il Lapislazzuli mi è sembrato il fondo piu' indicato per esaltare i quadri di Giovanni Paolo Panini,
pittore, architetto,scenografo nato a Piacenza ma vissuto artisticamente a Roma nella metà del 1700. Bellissime le sue vedute e riproduzione di monumenti piene di particolari fino all'inverosimile.
Ma tutta l'operazione è iniziata con la riproduzione in pittura del Lapislazzuli: il Faux finish;
preparata accuratamente la base con il fondo, ho dato le prime stesure di colore blu, nelle sue varie sfumature, di Prussia,Marina...creato i "letti" di bianco con le venature, inglobato l'oro della pirite...fino ad ottenere quella profondità di colore e sfumature caratteristiche della pietra.
La preparazione delle immagini e la doratura a mano dei fregi con porporina e gommalacca hanno completato la fase preparatoria dell'opera.Con molta cautela e non senza anche un po' di timore ho posizionato le immagini sugli ovali ,che essendo convessi presentavano qualche difficoltà in piu', poi ,piano piano con delicatezza ho posizionato i fregi che dovevano coincidere perfettamente
sull'immagine di fondo e tra di loro (....). Un 'operazione ,questa, che può mandare a monte tutto quello che si è fatto in precedenza!
Dopo, è iniziata la fase dell'annegamento con moltissime stesure di vernice e carteggiature e infine la lucidatura, fase tra le piu' delicate, ma che ha dato l'aspetto finale che potete vedere nelle foto.
Il risultato di tutto questo lavoro è stato il PRIMO POSTO al concorso, e anche se già sono passati quasi due anni, lo ritengo uno tra i riconoscimenti piu' belli che finora io abbia ottenuto.